San Cristoforo

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Due affreschi che rappresentano San Cristoforo, uno a Tarces e l’altro a Tiss. La costellazione di Orione sovrasta il monte Madaccio. Una possibile interpretazione fa risalire questo personaggio a San Cristoforo. Due affreschi che rappresentano San Cristoforo, uno a Tarces e l’altro a Tiss. La costellazione di Orione sovrasta il monte Madaccio. Una possibile interpretazione fa risalire questo personaggio a San Cristoforo.

Testo e Foto: Gianni Bodini

Passo diverse notti fuori di casa per ammirare le stelle, ma non sono un astronomo. Il cielo è per me una grande lavagna sulla quale sono scritte tante storie che raccontano di miti e leggende, di eroi e di amori: sono le costellazioni! Tra queste, la più affascinante e intrigante per me è quella di Orione, il cacciatore. Su questo personaggio mitologico esistono diverse versioni e per saperne di più basta cliccare in internet. In ogni caso è un gigante che ne ha combinate di tutti i colori e alla fine, accecato, gira per il mondo portando in spalla un nano che gli indica la via. La vicenda assomiglia a quella di San Cristoforo, il gigante barbuto che porta in spalla Gesù Bambino, che a sua volta tiene in mano il globo terrestre. Nel mondo cristiano orientale viene rappresentato con la testa di cane e ricorda Anubis, l’antica divinità egiziana che pesava le anime prima del loro viaggio nell’aldilà, il quale a sua volta richiama alla memoria l’arcangelo Michele, spesso raffigurato con la bilancia! Ma torniamo a San Cristoforo che, guarda caso, si festeggia il 25 luglio, nel periodo della canicola, ovvero nei giorni più caldi dell’anno. In quelle notti è ben visibile anche Sirio, la stella più luminosa del cielo e Sirio fa parte della costellazione del Cane che si trova proprio ai piedi di Orione il cacciatore…
In Sudtirolo ci sono circa 1000 chiese, solo due sono dedicate a San Cristoforo, ma sulla facciata di un centinaio di esse appare l’immagine del gigante buono. Di norma si tratta di affreschi molto grandi e rivolti verso la via principale perché secondo una tradizione locale chi si metteva in viaggio dopo aver guardato la sua immagine, non avrebbe corso pericoli. Cristoforo è anche protettore dei viandanti, dei viaggiatori, e ricordo che una volta il santino con la sua effigie si trovava sul cruscotto delle auto, nel posto ora occupato dal navigatore satellitare. Anche in Val Venosta, terra di transito, sulle facciate di una dozzina di chiese possiamo ammirare la scena che ritrae il gigante con il bimbo in spalla. Si tratta spesso di opere di buona fattura, realizzate tra il 1200 e il 1700, che permettono quindi anche un viaggio tra i diversi stili artistici. Anubis, Orione, l’Uomo Selvatico…, ma allora chi è Cristoforo? Probabilmente è una rappresentazione nata dalla fusione di tante storie e dimostra in modo magistrale che la cultura è la somma delle conoscenze.

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