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FW: Tag der Frau - Giornata delle donne

80 Jahre Frauenwahlrecht in Italien: Ein Meilenstein, ein hart erkämpfter Sieg

Foto: Lukas Auer

2026 feiern wir in Italien 80 Jahre Frauenwahlrecht: 1946 konnten Frauen erstmals zur Urne schreiten und nach einem langen und hart geführten Kampf ihre Stimme erheben. In Südtirol erinnert der Landesbeirat für Chancengleichheit für Frauen am Internationalen Frauentag an dieses wichtige Datum. Doch dieser Jubiläumstag ist kein Grund zum Feiern, sondern ein Weckruf: Die Demokratie braucht die Stimme der Frauen. Ohne Frauen ist kein Staat zu machen. 

In Zeiten von Krisenkarussells und Rückschritten sind Frauenrechte besonders gefährdet. Laut einer Untersuchung der Vereinten Nationen gibt es kein Land der Welt in dem die vollständige Gleichstellung von Frauen und Männern erreicht wurde. Zahlreiche Staaten haben bereits lang erkämpfte Frauenrechte wieder rückgängig gemacht und schreiben Gesetze so um, dass lang erkämpfte Rechte wieder eingeschränkt werden. Das Streichen von Gleichberechtigungsprogrammen findet Nachahmer auf der ganzen Welt. Umso wichtiger ist es, die Rechte, die auf juristischer, politischer Ebene und auch auf der Straße durch die Frauenbewegungen erkämpft wurden, zu halten und auszubauen.

Die Stimmen der Frauen, das Frauenwahlrecht, war kein Geschenk, sondern ist hart erarbeitet. Es hat den Weg geebnet, um Themen Platz zu verleihen, die vorher belächelt wurden. Gegen Unterdrückung, für Gerechtigkeit und mehr Selbstbestimmung. Und auch aktuell gibt es Grund zur Sorge. Vom Gesetzentwurf Bongiorno, der im Gesetzentwurf gegen Vergewaltigung das Konzept der Ablehnung eingeführt hat und damit faktisch das Konzept der freien und aktuellen Zustimmung der Frauen geschwächt hat, bis zum Dekret von Ministerin Roccella, das darauf abzielt, die regionalen Gleichstellungsbeauftragten abzuschaffen und ihre Arbeit in einer einzigen Stelle mit Sitz in Rom zu zentralisieren; bis hin zur Ablehnung des Gesetzentwurfs über einen gleichberechtigten und nicht übertragbaren Vaterschaftsurlaub von fünf Monaten: Das sich abzeichnende Bild zeigt deutlich, dass der Weg zur vollständigen Gleichstellung nicht einfach sein wird.

Die Hindernisse kommen leider nicht nur von außen. Immer häufiger werden sie auch von Frauen geschaffen, die, nachdem sie dank der Kämpfe ihrer Vorgängerinnen Führungspositionen erreicht haben, sich schnell an zutiefst patriarchalische Machtmodelle und Führungsstile anpassen. 

Der jahrzehntelange Kampf für die Rechte der Frauen, für die Schließung der Lohn- und der Rentenschwere, die Beseitigung von Gewalt und Hass im Netz, eine echte Vereinbarkeit von Familie und Beruf, eine geschlechtergerechte Medizin, mehr Frauen auf den Bühnen dieser Welt und an den Entscheidungstischen geht weiter. Es gibt noch viel zu tun!  

Die Präsidentin                                                                                  Die Vizepräsidentin

Ulrike Oberhammer                                                                          Nadia Mazzardis

 

80 anni di suffragio femminile in Italia: una pietra miliare, una vittoria conquistata a fatica

Nel 2026 celebriamo in Italia gli 80 anni del suffragio femminile: nel 1946 le donne poterono recarsi alle urne per la prima volta e, dopo una lunga e dura lotta, far sentire la propria voce. 

In Alto Adige, in occasione della Giornata internazionale della donna, la Commissione Provinciale Pari Opportunità per le donne ricorda questa importante data, anche se questo anniversario non rappresenta, purtroppo, un motivo per festeggiare, bensì un campanello d'allarme: la democrazia ha bisogno della voce delle donne. Senza le donne non si può governare. 

In tempi di crisi e regressioni, i diritti delle donne sono particolarmente a rischio. Secondo uno studio delle Nazioni Unite, non esiste alcun Paese al mondo in cui sia stata raggiunta la completa parità tra donne e uomini. Numerosi Stati hanno già revocato diritti delle donne conquistati con grande fatica e stanno modificando le leggi in modo da limitare nuovamente diritti conquistati con grande fatica. L'abolizione dei programmi per la parità dei diritti trova imitazioni in tutto il mondo. È quindi ancora più importante mantenere e rafforzare i diritti che sono stati conquistati a livello giuridico, politico e anche grazie ai movimenti femminili e femministi che sono scesi in piazza. 

Il diritto di voto alle donne non è stato un regalo o una gentile concessione, ma è stato conquistato con grande fatica. Ha aperto la strada a temi che prima suscitavano derisione. Contro l'oppressione, per la giustizia e per una maggiore autodeterminazione. E anche oggi c'è motivo di preoccupazione. Dal disegno di legge Bongiorno, che ha introdotto il concetto di dissenso nel disegno di legge contro lo stupro, indebolendo di fatto il concetto di consenso libero e attuale delle donne, al decreto della ministra Roccella, che mira ad abolire le consigliere di parità territoriali e a centralizzare il loro lavoro in un unico ufficio con sede a Roma; fino al rifiuto del disegno di legge sul congedo di paternità di cinque mesi, paritario e non trasferibile: il quadro che si delinea mostra chiaramente che la strada verso la piena uguaglianza non sarà facile.

Purtroppo, gli ostacoli non arrivano solo dall'esterno. Sempre più spesso sono costruiti anche da quelle donne che, dopo aver raggiunto posizioni di leadership grazie alle lotte di altre donne, si adattano rapidamente a modelli di potere e stili di leadership profondamente patriarcali.

La lotta decennale per i diritti delle donne, per colmare il divario salariale e pensionistico, per eliminare la violenza e l'odio in rete, per una vera conciliazione tra famiglia e lavoro e condivisione del lavoro di cura, per una medicina sensibile alle questioni di genere, per avere più donne sui palcoscenici del mondo e ai tavoli decisionali continua. C'è ancora molto da fare!

La Presidente                                                                                                                 La Vicepresidente 

Ulrike Oberhammer                                                                                                     Nadia Mazzardis